Ti scolpisci un’espressione immobile sul viso e poi mi parli perdendo le parole, le sento scricchiolare sotto le tue scarpe ed i miei piedi nudi.
Le sento sbriciolarsi, stridere tra i tuoi denti e cadere. Le perdo sul terreno e non ne conto i pezzi.
Le guardo con attenzione e poi guardo te, ancora una volta. Ma hai un’espressione seria e lontana scolpita sul viso.
A volte mi chiedo se mi stai davvero guardando.
Vorrei abbracciarti ma poi ti vedo e non ne ho più voglia. Ho paura del freddo di pietra delle tue braccia appese.

Ti spingo soffi caldi tra le crepe, ma non basta.

E’ colpa mia se ti ho colpito e spaventato, è colpa mia se hai una corazza di pietra a proteggere la maschera di cui conoscevo ogni filo.
E’ colpa mia se ti si sbriciolano le parole, e mi inginocchierei davvero a raccoglierle una per una, me ne riempirei i pugni, la gonna, le tasche e te le restituirei piangendo.
E’ colpa mia se chiederti scusa non può bastare, è colpa mia se non riesci più ad ascoltarmi.
E’ colpa mia se sono costretta a lasciarti andare, a srotolare il gomitolo. Ma ne tengo ancora stretta l’estremità. Aspetterò in silenzio.

Adesso scusami se non ti dico la mia continua verità, ma devo cambiare sguardo e voltarmi, per non vederti andare via ancora.
Per non guardarti camminare lontano, per sperare di vederti tornare.

 

 

Pioggia e sole abbagliano e mordono,
ma lasciano il tempo che trovano.
Il vero amore può nascondersi,
confondersi,
ma non può perdersi mai.

Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai.