Ne valeva la pena. Valeva la pena rifare la valigia quindici volte, indossare due maglioni e tre giacche e nascondere il computer dietro la schiena, valeva la pena scoprire che l’aereo era in ritardo e che probabilmente l’ultimo treno per Cordoba sarebbe partito prima di me.
Valeva l’incertezza ed i dubbi. Valeva le strade nuove, la valigia rotta.
Ma questo si è capito presto. Si è capito dalla pasta con i peperoni e le melanzane pronta ad aspettarmi alle dieci e mezza di sera. Valeva la pena anche mangiare peperoni.
E’ passato un anno e tutto è diverso. Così diverso che non ricordo neppure com’era prima, o lo ricordo appena. Guardo le foto di una piazza e mi si apre il cuore, sento spifferi pungere in alto a destra, poi al centro. Piccole formiche dentro il petto. Le strade, la pioggia, la struttura a vetri. I nostri passi bagnati, le corse, i vicoli e i bar. Le pietre storte, le sedie impilate, le panchine vuote. Spazio per tre mercati e la gente sotto i portici. Le salite, le case, le feste. Il vino ed il bagno al piano terra, il patio e la terrazza. Tendillas in attesa, la fontana ed il cavallo con la bandiera, la polizia di passaggio, la discoteca di fine serata, quando non è ancora tempo di tornare.
Un anno fa, l’ultima giornata prima che.