Ora tutto è certo, la porta si è chiusa piano, spingendo ben a fondo la maniglia e salutando gentilmente con un sorriso. Mi sono girata nella mia stanza, e all’improvviso sono rimasta sola. Avevo i miei libri, i miei obiettivi in sospeso, la tua nuova vita e poi io, ferma, cento passi più in là, di spalle a quella porta chiusa.
Bisogna farcela da soli. Bisogna poter contare su se stessi per continuare a camminare dritti sulla propria strada. Come quando un calcio sul costato ti toglie il fiato e ti sembra di morire annaspando e invece prosegui per il sentiero. Sbandi e cadi e ti rialzi, ma prosegui. A polmoni offesi ma tenaci.

Ho continuato a camminare. Ero sola ma, all’improvviso, di nuovo, sento un bacio sulla mia mano e poi le braccia strette intorno alla mia schiena. Ma io ce l’ho fatta da sola, almeno per un po’.

E anche se devo dire grazie a te e a mille altri per la serenità degli anni scorsi, dirò grazie anche a lui per la strana sensazione di questi ultimi mesi.

Dov’ero un anno fa e dove sono adesso. Che cosa è cambiato. Chi è cambiato. I progetti portati a termine, i progetti portati avanti, i progetti abbandonati. A volte mi fermo a fare dei bilanci sommari del mio ultimo anno di vita per guardarmi crescere gradatamente sull’andare dei miei passi.

One thought on “

  1. Ciao cara, è bello rileggerti dopo tutto questo tempo… E vedere che la strada che stai percorrendo ti sta rendendo un poco di serenità nonostante un passato che ancora sa essere presente.
    Continua così :)

    Moz-

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