Io ti aspetto all’imbrunire
sull’uscio con la donna vestita di nero
ti aspetto in attesa del contadino
di Rino e del contadino
mentre sento tra la saliva
succo di pera
e mordo le labbra blu
di sera di giugno
quando non è più freddo ma non è caldo ancora

Io ti aspetto
sull’uscio vestita d’arancio
com’ero d’arancio stamattina
perché tu possa conoscermi da lontano
ed abbracciarmi con gli occhi
e far cadere il grano dalle mani
e dimenticarti dell’uva
che hai succhiato ad occhi aperti
fino a tarda sera

Io ti aspetto
sull’uscio vestita d’arancio
con labbra blu di sera di giugno
quando fa freddo e non è più giorno abbastanza